Principalmente le persone LGBTQIA+ che intraprendono una terapia psicologica non lo fanno per motivi legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere in sé, ma proprio come ogni qualsiasi persona per disagi dovuti al contesto sociale. In particolare nella mia professione di psicologo e psicoterapeuta a Trento riscontro che i problemi delle persone LGBTQIA+ derivano principalmente dall’interazione con una società eteronormativa e cisnormativa che spesso non le riconosce o le stigmatizza. Le idee eteronormative sono la convinzione che l’eterosessualità sia l’orientamento sessuale standard e più corretto, e che le relazioni romantiche e sessuali debbano avvenire esclusivamente tra persone di sesso opposto. Le idee cisnormative sono la convinzione che l’identità di genere di una persona debba corrispondere al sesso assegnato alla nascita.
Di seguito espongo le situazioni ed i principali temi che vengono affrontati nel corso di una terapia.
- Identità e Accettazione: Il Processo del Sé
- Riconoscimento e Integrazione: Il supporto mira ad aiutare la persona a validare la propria esperienza interna. Si lavora sull’integrazione dell’identità, sessuale e/o di genere come parte sana e naturale del sé, contrastando i messaggi sociali negativi.
- Gestione della Vergogna Interiorizzata: L’omofobia / bifobia / transfobia interiorizzata si manifesta come una critica interna distruttiva appresa dall’ambiente. Il terapeuta aiuta a identificare e decostruire questi pensieri auto-svalutanti, favorendo lo sviluppo dell’autocompassione e un’immagine di sé positiva.
- Autostima e Autoefficacia: Molte esperienze di minoranza minano la fiducia nelle proprie capacità. Il percorso terapeutico rafforza il senso di autoefficacia e la capacità di navigare le sfide sociali con resilienza.
- Coming Out: Bilanciare Autenticità e Sicurezza
- Valutazione dei Rischi: Il terapeuta aiuta la persona a valutare realisticamente il potenziale impatto del coming out in diversi contesti lavoro, famiglia, scuola, pianificando strategie per affrontare possibili rifiuti, discriminazioni o persino pericoli soprattutto in caso di dipendenza economica o vulnerabilità.
- Gestione del Rifiuto Familiare: Il rifiuto da parte della famiglia di origine è un fattore di rischio significativo per la salute mentale, dalla depressione e perfino al suicidio. Il supporto psicologico in questo caso è cruciale per l’elaborazione del lutto per la relazione ideale non realizzata e per la costruzione di una “famiglia scelta” , amici, oppure comunità di supporto.
- Minority Stress: L’Impatto della Stigmatizzazione Cronica
- Preoccupazione per lo Stigma: La costante vigilanza e il timore di essere scoperti o discriminati, che richiede energia mentale.
- Esperienze di Pregiudizio: Atti di discriminazione, micro aggressioni e violenza esplicita.
- Relazioni, Affettività e Sessualità
- Navigare la Sessualità: Si lavora sull’esplorazione del desiderio, sulla gestione delle aspettative sociali e sull’accettazione di modelli relazionali e sessuali non convenzionali ad esempio su relazioni aperte, poliamore, dinamiche specifiche asessuali o intersessuali.
- Problemi di Coppia Omogenitoriale / Non Tradizionale: Le coppie LGBTQIA+ affrontano le stesse sfide delle coppie eterosessuali, ma anche l’ulteriore pressione dello stigma, della mancanza di riconoscimento legale e della necessità di negoziare ruoli non imposti dal genere.
- Supporto alla Genitorialità: In percorsi come la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) o l’adozione, il supporto è cruciale per gestire lo stress legato alle procedure, alle complessità legali e alla preparazione all’eventuale stigma che i loro figli potrebbero affrontare.
- Questioni Transgender e Non Binarie: Affermazione del Genere
- Valutazione e Lettere di Supporto: Il professionista fornisce supporto psicodiagnostico e, quando appropriato e nel rispetto delle linee guida sanitarie, la documentazione necessaria per l’accesso a trattamenti medici (terapia ormonale, interventi chirurgici). È essenziale che sia un approccio depatologizzante, intendendo la transizione come un atto di salute e affermazione, non come cura di una malattia.
- Disforia di Genere: La disforia, disagio significativo causato dalla mancata corrispondenza tra il genere assegnato e quello vissuto, è un’esperienza intensa. Il supporto aiuta a sviluppare strategie di coping (vestiti, pronomi, espressione di genere) e a gestire l’ansia e la depressione correlate.
- Affrontare la frustrazione identitaria: La terapia aiuta a elaborare la rabbia, la frustrazione e la tristezza causate dall’essere chiamati in modo errato (misgendering) o con il nome assegnato alla nascita (deadnaming), rafforzando i confini personali.
- Esperienze Traumatiche
- L’intervento utilizza tecniche di elaborazione del trauma o la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, per aiutare l’individuo a rielaborare l’evento e ridurre l’impatto emotivo sulla vita quotidiana.
- Approccio Affermativo: Non considero l’orientamento sessuale o l’identità di genere come un sintomo o una patologia da “curare”, ma la validità e la salute intrinseca dell’identità del cliente.
- Sensibilità: Consapevolezza della storia, del linguaggio e delle sfide specifiche della comunità LGBTQIA+.
- Autodeterminazione: Il percorso terapeutico deve essere guidato dagli obiettivi del cliente, sostenendo le sue scelte di vita, di corpo e di identità.